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25 aprile 2026, celebrata la festa di Liberazione. Il sindaco Mancini ai giovani: leggete e studiate la storia perché la storia si ripete, lavorate per un mondo di pace.
E' stata una cerimonia sobria e molto sentita quella dedicata alle celebrazioni della Liberazione, stamani davanti al piazzale del municipio. L'inno di Mameli, l'alzabandiera degli alpini, la deposizione della corona d'alloro al monumento ai caduti di tutte le guerre, ha scandito la pagina emozionante della festa del 25 aprile, nell'81° anniversario della rinascita democratica del nostro Paese.
Il sindaco Giovanni Mancini, affiancato dal vice Piero Di Giulio, dall'assessore alla Cultura Valeria Argentieri che ha presentato l'evento, l'assessore Antonio Caldarelli; il presidente del Consiglio comunale, Marco Di Nicolantonio con i consiglieri Lia Dell'Oso, Silvio De Dominicis e Manuela Cordesco, ha sottolineato che <il 25 aprile non è soltanto memoria. E' responsabilità. E' il richiamo, forte e attuale, ai valori su cui si fonda la nostra Repubblica e la nostra Costituzione, la libertà, la giustizia, la solidarietà, il rispetto per i diritti umani. Valori che soprattutto oggi, non possiamo dare per scontati, ma custodire con impegno e consapevolezza>.
Presente alla cerimonia il comandante dei carabinieri della stazione di Torre, maresciallo maggiore Alessio D'Alfonso; il gruppo alpini di Torre coordinato da Mario Di Bartolomeo, una rappresentanza della Croce Rossa e della sottosezione Cai, tanti cittadini.
La piccola Sveva, torrese, ha deposto un mazzo di papaveri davanti alla corona d'alloro posta davanti al monumento ai caduti.
L'intervento integrale del sindaco Giovanni Mancini:
Festa della Liberazione 25 aprile 2026
Cari cittadini, associazioni, alpini, autorità,
anche quest'anno rinnoviamo l'impegno a celebrare la festa della Liberazione dall'occupazione nazifascista. 81 anni fa l'Italia voltava pagina e si riprendeva la sua libertà, non senza sofferenze e lutti.
Ancora più forte sentiamo, quest'anno, l'attaccamento ai valori della Patria, con il mondo devastato dai focolai di guerra che non accennano a placarsi malgrado i tanti annunci di tregue che durano lo spazio di un pensiero. Uomini, donne e bambini che muoiono ogni giorno per la vanità e i soprusi messi in atto da uomini di cattiva volontà. Ottantuno anni fa questo Paese tentava di uscire dalle secche di una lunga dittatura e lottava per rialzarsi. Il mio personale omaggio di stima e affetto va a tutti coloro tra voi che hanno più di questa età, che avrebbero tanto da raccontarci di quegli anni, testimoni di un tempo che non torna più.
In questa giornata rendiamo onore a tutte le donne e gli uomini che con coraggio, sacrificio e senso del dovere si sono battuti per restituire dignità, democrazia e pace al nostro Paese. Uomini e donne dalle vite ordinarie che hanno compiuto scelte straordinarie, spesso pagando il prezzo più alto. Democrazia e pace messe a dura prova ogni giorno, anche oggi, 81 anni dopo. Perché, inutile girarci intorno, viviamo tempi bui, in cui la nostra pace e la nostra libertà sono minacciate ogni giorno. Ormai la guerra, con tutto il carico di dolore, sofferenza e morte, ci entra in casa attraverso la televisione o i canali social, rendendoci quasi indifferenti tanto è il sovraccarico di immagini deflagranti. Un pugno nello stomaco dopo l'altro e quella sensazione di impotenza che ti lascia senza parole. Tutti noi, di fronte a questa devastazione mondiale, vorremmo dire la nostra, fare qualcosa, ma cosa? Possiamo solo educarci alla pace ed educare i nostri figli all'amore e alla solidarietà.
Guardando ai fatti di attualità, il 25 aprile non è soltanto memoria. E' responsabilità. E' il richiamo, forte e attuale, ai valori su cui si fonda la nostra Repubblica e la nostra Costituzione, la libertà, la giustizia, la solidarietà, il rispetto per i diritti umani. Valori che soprattutto oggi, non possiamo dare per scontati, ma custodire con impegno e consapevolezza.
In un tempo in cui le sfide non mancano, ricordare la Resistenza, nel senso più ampio e senza la retorica della storia, significa trovare la strada per essere comunità, significa non cedere all'indifferenza, costruire ponti invece che alzare muri.
Significa educare le giovani generazioni al senso civico, al ricordo, alla partecipazione, al rispetto delle autorità, delle generazioni meno giovani. Noi, come amministrazione abbiamo lavorato tanto in questi anni per mantenere viva la memoria, ricordando le vittime di tutte le guerre, le vittime di Nassiriya a cui sono dedicati i monumenti, alle vittime della Shoah e delle foibe che onoriamo ogni anno con una serie di cerimonie, agli uomini e le donne torresi che hanno attuato uno sciopero al contrario per salvare lavoro, pane e dignità, ai quali abbiamo dedicato Largo Sciopero alla Rovescia, alla fine di corso Mazzini. Ai giovani dico di custodire queste eredità preziose, fate sempre in modo che il sacrificio di chi vi ha preceduto non sia stato vano, che non sia mai dimenticato. Leggete e studiate la storia perché purtroppo la storia si ripete, ma possiamo voltare pagina e volere per le future generazioni un mondo migliore. E in pace.
Buon 25 aprile alla cittadinanza, viva la Repubblica e viva Torre de' Passeri
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Ultimo aggiornamento: 25 aprile 2026, 12:36