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Descrizione
Carlo Sartorelli aveva <Torre nel cuore> e da oggi la Cittadella dello Sport di via degli Alpini è intitolata al sindaco degli anni Cinquanta.
E' stata una cerimonia molto intensa, scandita dai ricordi di famiglia e dalla voce registrata che arrivava dal passato, di Carlo Sartorelli, amministratore e mecenate torrese, scomparso nel luglio 2009, all'età di 84 anni.
Stamani il sindaco Giovanni Mancini, affiancato dal vice Piero Di Giulio; dal Presidente del Consiglio Marco Di Nicolantonio; dagli assessori Valeria Argentieri (che ha coordinanto l'evento), Alessandra Bortoletti e Antonio Caldarelli, dai consiglieri Silvio De Dominicis, Lia Dell'Oso e Manuela Cordesco, ha scoperto la targa che intitola a Carlo Sartorelli, sindaco di Torre dal 1951 al 1961, gli impianti sportivi della Villa comunale di via degli Alpini. Con gli amministratori, i figli di Sartorelli, Giampiero, Giustino (avvocati, nella vita) e Maria Chiara (già psicoterapeuta alla Asl di Pescara), nati a Torre, e i nipoti, Carlo, Giulia. Sergio, Valerio e l'ultima nata, la piccola Gaia di 16 mesi, emozionati davanti alla platea dei tanti cittadini che hanno conosciuto il loro papà, alpini e atleti di Torre Basketball.
Il sindaco Mancini ha ricordato (leggi sotto discorso integrale) la vita politica e amministrativa di un uomo<lungimirante e illuminato> che ha cambiato il volto della <sua> Torre puntando sulla realizzazione di opere pubbliche che all'epoca mancavano, la scuola, lo stadio, gli impianti sportivi, le case popolari, il rilancio del commercio e nuovi supporti per l'assistenza sanitaria.
Oggi, 15 marzo 2026, Torre celebra l'anniversario dello Sciopero alla Rovescia quando 76 anni fa, nel 1950, il paese fu teatro di scontri tra manifestanti e forze dell'ordine per rivendicare il diritto al lavoro e alla paga. Diversi torresi furono imprigionati a causa della loro ribellione. Sartorelli, socialista nell'animo, ne prese la difesa legale. Per tale ragione il sindaco Mancini e gli amministratori, insieme a Walter Rapattoni di Anpi Valpescara, stamani hanno deposto un fiore (garofani rossi) nel luogo, Largo Sciopero alla Rovescia, che fu teatro delle battaglie sociali di molti torresi.
Poi la cerimonia è proseguita nella Cittadella dello Sport di via degli Alpini dove il vice sindaco, Piero Di Giulio, ha colto l'occasione per sottolineare la <continuità di questa amministrazione con quella di Sartorelli che fermamente ha creduto nell'importanza della creazione di una scuola, così come ci stiamo impegnando noi a riportare le scolaresche in edifici sicuri> e sottolineato la <sagacia con la quale Sartorelli ha creato la classe dirigente socialista> del passato <che oggi è qui con noi> e le straordinarie <operazioni di lancio del Castello Gizzi divenuto famoso nel mondo> grazie all'opera di mecenatismo di Sartorelli quando era a capo della Caripe, tra gli anni '80 e '90.
Giustino Sartorelli: <Ero venuto con animo leggero, per partecipare ad una festa, ma oggi mi sono commosso più volte. Carlo Sartorelli, mio padre, è stato un dirigente sportivo lungimirante, peraltro anche dirigente della Max Meyer Pescara basket, nel 1970. Da presidente della Caripe sponsorizzò il Pescara calcio di Galeone e Leo junior. Aveva Torre nel cuore, siamo orgogliosissimi di questo avvenimento, ha fatto per il suo paese tutto quello che ha potuto>.
La manifestazione si è conclusa con il dono degli amministratori ai familiari di spezzoni dell'intervista di Gianfranco Daminato, intervista nella quale Sartorelli ricorda il 25 luglio 1943 (“Mi trovavo in piazza, a Torre, quando dalla radio appresi dell'annunzio di Badoglio, fummo sconcertati ed entusiasti. Non eravamo molti ma avvertivamo la pericolosità del momento>. Il voto del 1946 <i miei amici monarchici erano distrutti, addolorati> e lo sciopero alla Rovescia <io divenni difensori di quei paesani, alcuni furono assolti, altri no, ma non posso dimenticare il sangue sulle strade>.
L'INTERVENTO DEL SINDACO MANCINI:
Cari cittadini, istituzioni, giovani sportivi,
grazie per essere qui, oggi, a celebrare un grande Torrese, l'avvocato Carlo Sartorelli, scomparso nel luglio 2009, 17 anni fa, all'età di 84 anni.
A Sartorelli, nato a Torre il 2 agosto 1925, oggi dedichiamo gli impianti sportivi della Villa Comunale "150° Unità d'Italia", peraltro rinnovati di recente da questa Amministrazione. Lui è stato un pioniere, una importante figura di riferimento istituzionale per la nostra comunità. E ringrazio i familiari, i figli e i nipoti, per onorarci della loro presenza.
Oggi, inoltre, è un giorno importante per Torre perché ricorre l'anniversario dello Sciopero alla Rovescia. Il 15 marzo 1950, 76 anni fa, Torre fu teatro di scontri tra manifestanti e forze armate per rivendicare il diritto al lavoro e alla paga. Uno sciopero definito al contrario perché i lavoratori, invece di incrociare le braccia, decisero di adoperarsi in lavori di pubblica utilità: fu, questo, il grande coraggio di parte della popolazione torrese che pagò col carcere l'atto di ribellione. Sartorelli, che assunse la difesa di alcuni manifestanti, divenne sindaco di Torre l'anno successivo, nel 1951. Aveva solo 26 anni, tra i sindaci più giovani d'Italia, per l'epoca. Restò in carica per dieci anni, fino al 1961, dopo due mandati elettorali. Nel decennio da amministratore realizzò numerose opere pubbliche, tra cui, nel campo dello sport, l'impianto polifunzionale per il calcio e l'atletica leggera. Mise la firma al campo sportivo, uno stadio dotato di pista per atletica leggera, di pedane per i salti, di un campo di pallacanestro e gradinate per gli spettatori. Il 20 settembre 1959 fu posta la prima pietra. In questa occasione giunse a Torre la fiaccola olimpica partita da Pescara con un corteo di motociclisti. L'impianto fu completato in due anni e inaugurato nel settembre 1961 dal nuovo sindaco, Giuseppe Volpe, a cui in seguito fu intitolato.
Nel 1975, Carlo Sartorelli fu eletto consigliere della (da poco istituita) Regione Abruzzo. In seguito divenne consigliere del Comune di Pescara, tra gli anni 1985-1990. Attraverso i mandati amministrativi, con la delega all'Urbanistica diede un importante apporto alla redazione del Piano regolatore di Pescara.
Da presidente della Banca Caripe (1987-1998) sostenne l'opera di mecenatismo del prof. Corrado Gizzi, promotore di importanti eventi nella sua Casa di Dante a Torre. E quale riconoscimento al suo apporto culturale, Sartorelli fu insignito nel 1997 del Collare della Beata Beatrix, consegnatogli a Castello Gizzi. In questa veste, ha potuto fornire contribuiti decisivi a realtà culturali di spessore, come il Festival Jazz, la Società del Teatro e della Musica, il Premio Flaiano e nel settore sportivo, alla Pescara calcio, Pescara Basket e pallanuoto.
Tra le principali opere pubbliche da lui realizzate: l'acquedotto comunale, le fognature, l'illuminazione pubblica, nuove strade di collegamento con le contrade, le case popolari, la scuola media statale, l'assistenza sanitaria gratuita per i cittadini bisognosi.
Erano anni difficili, successivi al secondo periodo bellico, che aveva lasciato, anche a Torre de' Passeri, lutti e distruzione. Occorrevano idee e progetti per la ricostruzione e il miglioramento delle infrastrutture rimaste in piedi. Dall'acquedotto comunale alle fogne, dall'apertura di nuove strade verso le contrade periferiche, al miglioramento della pubblica illuminazione. Ma ancora più importante fu la costruzione di fabbricati destinati all'edilizia popolare, con decine di appartamenti assegnati a chi non aveva più una casa. I Torresi che hanno più storia alle spalle, ricorderanno che negli anni '50, e forse anche negli anni '60, interi nuclei familiari vivevano nelle conosciutissime "grotte", lungo la strada per Castiglione a Casauria. L'amministrazione Sartorelli realizzò la scuola media, preceduta da una media parificata riconosciuta statale nel 1959, di cui hanno beneficiato non solo gli studenti di Torre ma anche le giovani generazioni dei paesi circostanti, per un bacino di utenza, all'epoca, di circa 30mila abitanti. In campo sociale, Sartorelli, incrementò le quote destinate all'assistenza sanitaria dei cittadini. All'epoca non esisteva il servizio sanitario per cui i poveri non avevano accesso ad alcuna forma di assistenza, se non quella privata.
L'intitolazione della nostra Cittadella dello Sport a Carlo Sartorelli equivale al “grazie” di questa Amministrazione e di questa Comunità ad un uomo, un politico, che ha fatto la storia del nostro paese e ha lasciato una traccia indelebile nei cuori di quanti l'hanno conosciuto.
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Ultimo aggiornamento: 15 marzo 2026, 17:54